Gaspare Diziani / Crasso saccheggia il tempio di Gerusalemme Angeboten von Privato

Gaspare DIZIANI - Crasso saccheggia il tempio di Gerusalemme

Angeboten von Privato

  • Technik
    Keine technische
  • Bildmaße
    56,0 x 0,0 cm / 22.0 x 0.0 in
  • Blattmaße
    0,0 x 0,0 cm / 0.0 x 0.0 in
  • Preis
    Auf Anfrage
  • Referenz
    Olio su tela
  • Besuch(e)
    246
  • Zustand
Gaspare DIZIANI - Crasso saccheggia il tempio di Gerusalemme

Gaspare Diziani ( Belluno, 1689- Venezia, 1767 )
Crasso saccheggia il tempio di Gerusalemme
Olio su tela, 56x35,5 cm
Nel dipinto è ospitato un tragico episodio delle Sacre Scritture, ovvero il
saccheggio del tempio di Gerusalemme da parte del generale romano Licinio Crasso,
perpetrato nel terzo secolo d.C.
Il fatto aveva rappresentato per la storia cristiana un evento assai tragico e del tutto
straordinario, poiché, sebbene la città santa fosse già stata profanata dal re greco
Antioco IV, una volta subentrato l’esercito romano con a capo Cneo Pompeo (II
secolo d.C.), non mancò di essere risparmiato il suo sommo edificio religioso.
E proprio il forte significato drammatico legato all’evento connota gli esiti pittorici
del soggetto, tra cui spicca un dipinto di Giovan Battista Pittoni ( Venezia, 1687-
1767), artista molto vicino per sensibilità ed appartenenza culturale all’artefice
della nostra composizione, che va individuato nel celebre figurista Gaspare Diziani (
Belluno, 1689-Venezia, 1767 ).
Quest’ultimo, considerato il massimo interprete e divulgatore della lezione formulata
da Sebastiano Ricci ( Belluno, 1659-Venezia, 1734 ), vanta una biografia artistica di
altissimo livello internazionale sin dagli albori della lunga carriera, in cui ambiziosi
cicli decorativi sacri e profani, realizzati nei più importanti edifici del tempo
( Palazzo Grassi a San Samuele, Venezia; Corner a San Tomà, Sanudo a San Polo),
convivono con una produzione da cavalletto di eccellente qualità.
Dopo l’apprendistato presso il tenebroso Gregorio Lazzarini ( 1655-1730 ), nel 1717
il giovane Gaspare si reca a Dresda per accompagnare lo scenografo Antonio Mauro ,
sigillando il suo impegno in tale ambito -ribadito peraltro dal Guarienti, che tramanda
in merito: “ebbe riputazione, nonché in Venezia, in Dresda, dove operò per i teatri”
(1753, p.210)-, oltre a quello squisitamente pittorico (cfr. A.Longhi,
Compendio…1762, in cui si legge: “anco per la Sovrana nella sua Chiesa Reale,
dove fu applaudito pel suo vago dipingere”).
Dopo il soggiorno tedesco, durato tre anni ( Guarienti, 1753), Gaspare fa ritorno in
Laguna, dov’è iscritto alla Fraglia dei pittori, ma ben presto, chiamato a Roma dal
Cardinal Ottoboni, realizza in San Lorenzo in Damaso un magnificente apparato
scenografico ( Temanza, ed.1963, p.13), a ribadire il talento dell’artista per le
composizioni di tale specie. Il gusto per l’orchestrazione dei singoli elementi in
un’ottica di grandiosità rappresenta peraltro la caratteristica principale delle opere
sacre più significative del Diziani, a partire dalla straordinaria Strage degli innocenti
nella chiesa di Santo Stefano a Venezia, dove un composto fondale classico fa da
sfondo alla concitata violenza dell’episodio, smorzandone in un certo senso il pathos
drammatico.
Lo stesso accade nel dipinto in esame, che, se messo a confronto con l’omologo del
Pittoni citato poco sopra, sembra voler privilegiare la costruzione sintattica della
scena attraverso crocchi di personaggi disposti attorno alla biga di Crasso, peraltro
assente nell’omologo.
Più che una scena di barbara violenza, di usurpazione, di spoliazione rispetto ad un
luogo sacro, il soggetto del nostro dipinto pare il fotogramma di un trionfo, cui gli
spettatori assistono, ciascuno con la propria, peculiare gestualità, che a sua volta crea
una serie di linee spezzate tese a movimentare il ritmo narrativo della fuga prospettica
scandita dal pavimento.
Con ogni probabilità il committente del nostro dipinto, che peraltro, in virtù del tratto
molto veloce e delle dimensioni ridotte va considerato alla stregua di un bozzetto,
desiderava trovarsi realizzata un’opera dal carattere decorativo, in cui non venisse a
mancare lo spirito neo-veronesiano della piacevolezza estetica.
Al grande maestro del XVII secolo ed al revival della sua maniera che imperò in
Laguna nel XVIII secolo bisogna quindi rifarsi per cogliere l’essenza di un’opera dal
grande fascino ma dalla lettura non agevole, poiché sublima il contenuto originario
dell’episodio nella sfera della godibilità, del piacere legato alla vista. Piacere eletto da
Paolo a supremo valore artistico, come testimoniano gli ingredienti “esotici” o
stravaganti delle sue cene che molto poco piacquero alle autorità ecclesiastiche del
tempo e qui ripreso con fedeltà da Gaspare.
Quest’ultimo s’immerge con piena consapevolezza nella sensibilità dell’illustre
referente, pur riletto attraverso un leggero chiaroscuro ed uno stile assai
caratterizzato, che sigillano l’autografia dizianesca insieme ai caratteristici volti pieni,
dagli inconfondibili tratti fisionomici quasi ripassati a penna, vero e proprio carattere-guida di una ricetta del tutto connotante.

Kontaktieren sie Privato
Achtung! Amorosart ist ein Portal anerkannter Händler. Trotzdem empfehlen wir, die übliche Vorsicht wie bei allen Online-Käufen walten zu lassen.

VERFÜGBARE GRAPHIKEN VON DIZIANI

Copyright Amorosart 2008 - 2020 - CNIL n° : 1301442 - Glossar - F.a.q